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 Un'ultimo sguardo prima di morire

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MikuMiku97

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MessaggioTitolo: Un'ultimo sguardo prima di morire   Lun Gen 31, 2011 11:50 pm



CAPITOLO 1.

Una ragazza camminava scalza sul pavimento della propria camera.
Era esausta anche se erano solo le sette del mattino.
<Questa è l'ultima volta che seguo Rin a fare jogging, dannazione a lei e alle sue stupide idee sul perdere peso!>
Esclamò Miku massaggiandosi i piedi che erano rimasti chiusi per quasi un'ora in un vecchio paio di scarpe da ginnastica piccole di quasi tre numeri.

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Miku sollevò un braccio per sistemarsi i capelli quando si imbattè nell'odore prodotto dalle sue ascelle dopo l'ora passata a correre nel parco e per poco non svenne.
<Non posso aspettare Leon in queste condizioni!>
Fece Miku dirigendosi verso il bagno fantasticando sul bel ragazzo biondo con gli occhi di smeraldo che l'aveva invitata a fare un giro.

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E mentre Miku chiudeva la porta del bagno alle sue spalle, una figura si materializzò al centro della sua stanza.
Una ragazza uguale identica a Miku, tranne per i capelli neri come il suo vestiario. Gli occhi erano chiusi, e tutta la ragazza era semi trasparente. Aveva un'aria stranamente lugubre e tenebrosa.
Respirava lentamente.
Molto lentamente.

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La ragazza aprì di scatto gli occhi che si rivelarono due rubini.
Poi aprì la sottile bocca per parlare:
<La mia vendetta è quasi completa, ora mi basterà soltanto eliminare la ragazza!>
E il viso le venne stirato da un sorriso malefico.
<Forse è meglio tenerla viva, per ora mi limiterò a romperle un braccio o una gamba>

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Ma in quel momento Miku rientrò nella stanza canticchiando, mentre con una spazzola si pettinava i lunghi codini.
La ragazza indossava una maglietta azzurra aderente e una gonna nera.
<Devo solo mettere il profumo e sono a posto!>
Esclamò Miku sotto lo sguardo attonito della ragazza "in nero" che non era stata degnata di un'occhiata.
<La la la!>
Continuò Miku mentre il campanello di casa suonò.
<Oh Leon è già qui!!>
E la ragazza corse di sotto ad aprire.
<...???>
Il demone rimasto in camera di Miku aveva un'aria interrogativa, e dalle scale giunse la voce della ragazza:
<Oh Leon grazie per i fiori! Aspetta, vado in camera a prendere la giacca e a mettere le scarpe!>
E i passi di Miku rimbombarono per le scale.

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<Dum de dum...>
Miku si bloccò accorgendosi solo in quel momento della presenza di una ragazza identica a lei ma vestita e coi capelli neri, più uno strano sguardo fiammante.
<O santo cielo!>
Esclamò Miku.
<Bene, noto con piacere che finalmente ti sei accorta della mia presenza!>
<Ehm...>
<Zitta! Ora devo fare ciò per cui sono venuta>
Miku era paralizzata dalla paura. Non riusciva e non voleva chiamare Leon, e se la lugubre ragazza avesse fatto del male anche a lui?

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<Aspetta!>
<Cosa vuoi?>
<Dimmi almeno perchè ce l'hai con me!>
Fece Miku giocandosi il tutto per tutto.
<Non sono obbligata a dirtelo sai? E poi non mi sembra che sia tu quella che tiene il coltello dalla parte del manico!>
Miku sgranò gli occhi.
"Non so cosa voglia farmi, ma sicuramente nulla di buono! Non penso che abbia con sè armi, quindi..."
Miku prese lo slanciò per dare un calcio in faccia all'intrusa.
Ma in una frazione di secondo il suo piede era bloccato dalla mano della ragazza dark, che le stava rigirando la caviglia.
<Aaaaah! Lasciami!>
<Ci hai provato!>
Ridacchiò la ragazza lasciando andare il piede di Miku.

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<Basta giocare! Stupida ragazzina, mi stai solo facendo perdere tempo!>
<Ma chi sei?!>
<Chiamami solo Black>
E dalla sua mano uscì un raggio nero che si ingrandiva sempre di più, per poi fuoriuscire dalla mano di Black andando ad infrangersi sullo stomaco della Miku.

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La ragazza fu scaraventata contro la parete picchiando la testa e perdendo conoscenza.
<Quasi quasi la uccido definitivamente>
Disse Black sorridendo e mandando al diavolo i suoi "buoni propositi".

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La ragazza alzò la mano dove un'altra sfera nera cominciava a prendere forma, ma dei passi frettolosi che salivano le scale la bloccarono.
Si sentì bussare alla porta, poi una voce maschile disse:
<Miku, tutto bene? Se sei pronta possiamo andare...>
Il ragazzo aspettò una risposta, nel frattempo Black non sapeva cosa fare; se avesse ucciso anche lui ci sarebbero stati troppi cadaveri.
Ma la porta si aprì, e la ragazza ebbe giusto il tempo per teletrasportarsi in un altro luogo.

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Leon entrò in camera di Miku, e fù sia sorpreso che spaventato nel trovare la ragazza per terra svenuta.
<Miku!>
Esclamò lui accovacciandosi di fianco a Miku.
<Miku svegliati!>
Leon le prese il polso e per fortuna apprese che Miku era ancora viva.

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Leon mise il braccio attorno alle spalle della ragazza sperando che si destasse da un momento all'altro.
<Andiamo Miku...>
Dopo qualche minuto Leon cominciava a dare segni di impazienza, temeva il peggio per la ragazza che amava.
<Miku...>
La scosse debolmente senza ottenere risultati.

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Ma in quel momento Miku cominciò ad aprire lentamente gli occhi.
<Ohi la mia testa...>
Sussurrò debolmente.
<Finalmente ti sei svegliata>
Leon tirò un sospiro di sollievo.

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Solo in quel momento Miku si rese conto di trovarsi seduta di fianco al ragazzo dei suoi sogni a pochi centimetri dal sua viso.
<L-L-Leon...?>
<Dimmi Miku, sono qui, ma cos'è successo?>
<È arrivata una ragazza identica a me...vestita tutta di nero, coi capelli neri e gli occhi rossi... mi ha colpita con una specie di raggio nero, e prima ha detto qualcosa... pensi che io sia pazza?>
SI affrettò ad aggiungere la ragazza.
<Io ti credo>
E Miku arrossì.

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<Grazie...>
<E credo anche che tu sia molto carina>
<G-Grazie...>
Fece Miku arrossendo ancora di più.
Il viso di Leon era sempre più vicino al suo.
Miku sorrise.
<E grazie anche per esserti preoccupato per me>
<Dovrei essere io a ringraziarti>
<Per quale motivo?>
Domandò Miku.
<Per il semplice fatto di esistere...>

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Leon le venne incontro e Miku non potè fare altro che accettare il bacio ( e con grande piacere!).
I due erano felici e innamorati, finalmente Miku aveva il SUO sogno d'amore (e che sogno!).

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Intanto un ragazzo di nome Kaito stava salendo le scale fischiettando.
<Meno male che ho preso la chiave di scorta di Miku a sua insaputa! Così posso andare da lei quando voglio, hehe>
E gongolando bussò alla porta della sua stanza, ma non gli giunse risposta (i due innamorati non l'avevano sentito).
O bhe, sarà in giro, intanto entro a curiosare tra le sue cose, hehe>
Così Kaito aprì la porta.

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Ora, immaginate di essere un ragazzo innamorato di una ragazza che non ricambia (fate finta di essere moooolto insistenti), e di vederla baciare un altro, quale sarebbe la vostra reazione?

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C'è chi urlerebbe, chi piangerebbe e chi insulterebbe i due amanti, ma Kaito non fece nulla di tutto ciò...
<...Scusate, interrompo qualcosa?>
<....Kaito?!>
Fece Miku sbiancando.
<Che sciocco, è evidente che interrompo i vostri affari di cuore>
Miku arrossì.
<Non spetta a te decidere della mia vita...>
<Hai ragione, e ora se volete scusarmi, dovrei andare>
E il ragazzo girò sui tacchi chiudendosi la porta alle spalle.

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<Kaito...>
Disse la ragazza allungando una mano.
<Mi dispiace Miku, è colpa mia...>
<No, è colpa sua!>
Gridò Miku con gli occhi pieni di lacrime.
<Kaito non doveva vederci! Lo so che è innamorato di me, è per questo che non volevo farlo soffrire>
Leon scosse il capo.
<Mi dispiace davvero>
<Tranquillo, gli parlerò poi>

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Silenzio.
<Sicura?>
<No!>
Esclamò Miku scoppiando a piangere.
<Dai non fare così>
<Mi dispiace!>
Leon la strinse a sè.
<Kaito capirà, e poi ora ha più tempo da dedicare a Meiko, no?>
<Già>
Concordò Miku tranquillizzandosi un poco.
Ma stranamente la ragazza avvertiva un pizzico di gelosia e invidia verso Meiko.

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CAPITOLO 2)



Una ragazza vestita di nero stava in una stanza buia, tremava.
<È incredibile il fatto che tu sia così incapace da non riuscire neanche ad eliminare una stupida ragazzina!>
Urlò un'altra ragazza con uno scettro in mano.
<P-perdonatemi padrona....>
<NO! Ti ho perdonata fin troppe volte...>
La ragazza chiamata Black tremò se possibile ancora più violentemente.
<È stato solo un errore...>
<Gli errori, sono proprio la cosa che mi fa imbestialire di più>
Black sbiancò.
<Posso rimediare!>
Urlò disperata.
<No>
L'altra ragazza si sedette su un trono fatto di quelle che assomigliavano paurosamente a ossa umane.
<Hai sbagliato e ora meriti di essere punita>
L'orrore si era impadronito dello sguardo di Black.

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E la ragazza venne improvvisamente colpita da uno strano raggio nero che la colpì allo stomaco.
<Aaaaah!>
Gridò Black cadendo per terra.
<Basta per favore!>
Supplicò.
<No!>
E un'altro raggio raggiunse il secondo sullo stomaco della malcapitata.
<....Basta....>
<Ricordati, chi sbaglia con me, paga per tutta la vita, ma nel tuo caso avrai poco da pagare>
E il volto della ragazza sul trono si stirò in un ghigno.

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Black spalancò gli occhi, dove il loro rossore si stava tramutando in nero.
<No! Non uccidetemi!>
<Dovevi pensarci prima di disubbidire ai miei ordini...>
<NOOOOOOOOO!!>
E in quel momento il corpo di Black cominciò a frantumarsi, e da quelle crepe fuoriusciva una strana luce bianca, fino a quando la ragazza non esplose.
<Dovrei trovarmi un'aiutante con meno sentimenti, ma questa è la più simile a Miku che sono riuscita a trovare, devo annientarla, a qualunque costo!>

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Miku afferrò il cellulare e cominciò a digitare velocemente un numero. Portò il telefono all'orecchio e aspettò impaziente una risposta.
<Pronto?>
<Ciao Kaito, sono Miku...>
Silenzio.
<Ah, ciao, che cosa c'è?>
<Ho bisogno di parlarti, possiamo vederci in gelateria tra un quarto d'ora?>
<Va bene>
Miku sorrise, il suo piano stava funzionando, invitare Kaito in gelateria, gli avrebbe offerto un gelato con doppia crema di nocciola e doppia pallina di pistacchio a cui non avrebbe potuto resistere così che avrebbe accettato le sue scuse.
Per la giornata primaverile che li attendeva, Miku aveva indossato un kimono di seta rosso a fiori.
Miku si ricordava le parole di Leon: "Bhe, invita Kaito nel suo negozio preferito e chiedigli scusa".
E aveva deciso di ascoltarlo.

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Quindici minuti dopo Miku si trovava alla gelateria dove attendeva l'arrivo di Kaito.
<Ma dov'è?>
Fece la ragazza continuando a guardare l'orologio appeso alla parete che segnava le tre e diciannove.
<Dovevo immaginarlo, non verrà, d'altronde lo capisco, c'è rimasto male...sarà meglio tornare a casa>
Concluse Miku incamminandosi verso l'uscita.

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Ma in quel momento la porta della gelateria si spalancò facendo tintinnare il suo campanello.
<Ciao Kaito!>
Fece Miku bloccandosi immediatamente.
<Ciao Miku>
<Bhe ecco, ti volevo chiedere scusa per...sai...insomma>
La ragazza esitò.
<Tranquilla, è la tua vita, ed io non mi posso intromettere. Bhe, complimenti, ti sei scelta il ragazzo più ambito della classe>
Disse Kaito sorridendo.
Ma Miku si insospettì, da quando era così poco insistente e così tanto comprensivo?
E soprattutto, da quando Kaito si pettinava così bene e si profumava prima di incontrare una sua amica? Qui c'è qualcosa che non quadra.

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Miku stava per chiedere spiegazioni quando il campanello della porta suonò di nuovo facendo entrare una nuova persona che corse a mettere le braccia attorno al collo di Kaito e gli diede un bacio sulla guancia.
<Miku, ti presento la mia fidanzata>
<Heylà Miku>
<Ciao Meiko>
Fece la ragazza col kimono ferma immobile in leggero imbarazzo.
<Allora amore, vado a prenderti il gelato al doppio pistacchio e alla tripla crema di nocciole!>
E la ragazza corse via verso il bancone.

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<Allora...state insieme?>
<Eh già, quando ho capito che tu ormai eri diventata irraggiungibile mi sono reso conto di amare Meiko, e anche se quando gliel'ho chiesto lei avrebbe dovuto prendermi a schiaffi, bhe, ha accettato di diventare la mia ragazza!>
Esclamò Kaito raggiante.
<Bene...wow...sono felice per voi!>
<Vieni tesoro?>
Cinguettò Meiko davanti alla vetrina dei gelati.
<Arrivo, ciao Miku!>
<Ciao>
Fece la ragazza, e appena uscì dal negozio corse a casa sua più veloce che potè.

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Quella sera, a casa, Miku stava seduta sul letto già in pigiama.
Rifletteva col telefono appoggiato sulla scrivania dove aveva appena augurato la buonanotte a Leon.
Non si sentiva bene, aveva uno strano mal di pancia.
<...Io amo Leon!>
Si disse Miku sperando che quello che sentiva non fosse gelosia.
<Insomma, Kaito mi è stato dietro per mesi ed io non gli ho dato retta, questo vuol dire che non mi piace!>
La ragazza annuì convinta.

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Mentre Miku continuava a riflettere, ad un certo punto cominciò ad aggiustarsi i capelli che le andavano in tutte le direzioni.
<Ma che diavolo...pensavo di aver chiuso la finestra!>
Esclamò la ragazza volgendo lo sguardo verso la finestra che però in quel momento era chiusa e aveva anche le tapparelle abbassate.
Miku non capiva da dove proveniva l'aria fino a quando una specie di tornado non si materializzò nel centro della stanza.
<Oh no! Ancora Black!>
Esclamò la ragazza in pre dal panico.

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E un'altra ragazza vestita di nero comparve nella stanza.
Ma la ragazza in questione non era Black, era sempre vestita di nero, ma indossava un paio di pantaloncini corti, un pezzo sopra di un bikini, un paio di stivali, un lungo mantello e un paio di guanti.
La strana ragazza aveva i capelli legati in due codini, uno più lungo dell'altro ed erano di un nero tendente al castano scuro.
E per completare il quadro gli occhi erano di un azzurro molto intenso.
Quasi da sembrare fatti di vetro.

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Ovviamente Miku era terrorizzata poichè pensava che anche questa strana ragazza avrebbe tentato di ucciderla come aveva fatto Black.
<Ciao Miku, non avere paura, non sono qui per ucciderti, al contrario, voglio salvarti...>
<Da chi?>
<Da DeadMaster>
<Eh?>
Fece Miku con un'espressione assolutamente ebete stampata in volto.
<Per prima cosa mi chiamo Black Rock Shooter, e tu mi conosci>
Miku non capiva, certo, la ragazza aveva un viso familiare, ma non ricordava dove l'aveva vista.
<Andavamo a scuola insieme, io mi chiamo....>
La strana ragazza strinse i pugni.
<Mi chiamo Mato Kuroi>
Qualcosa nella mente di Miku scattò e le apparve l'immagine di una ragazzina con gli occhi azzurri, i codini neri e un volto sorridente.
<Ora mi ricordo di te! Eri la migliore amica di Yomi Takanashi!>
<Che è diventata DeadMaster...colei che ti vuole morta>
<Ma...perchè? Che cosa le ho fatto?>
Black Rock Shooter abbassò lo sguardo.
<Perchè sei mia amica>
<Ma è una sciocchezza!>
<Per lei no!>
Miku non riusciva a capire perchè la volesse morta, cioè lo capiva, ma la riteneva una sciocchezza!
Ma in quel momento un altro vortice apparve nella stanza, Black Rocke Shooter urlò:
<NASCONDITI!>
E Miku si nascose dietro alla scrivania.

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In quel momento una ragazza comparve dal vortice, quel poco che poteva vedere Miku da dietro alla scrivania era...agghiacciante.
La ragazza non aveva gli occhi, ma in compenso aveva la pelle quasi bianca, due corna di metallo che le uscivano dalla testa ed uno scettro che prese la forma di una falce.
<Dove ti sei nascosta Miku?>
Fece la spettrale ragazza.
<Ciao DeadMaster>
<Ah, Black Rock Shooter, vedo che stai tentando di proteggere la ragazza!>
<Si, ma a quanto pare sono arrivata tardi>
Fece Black Rock Shooter stando bene attenta a non volgere mai lo sguardo nel punto in cui era nasosta Miku.

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<Bhe, se Miku non tornerà a casa tra cinque secondo cimincerò a farti a fettine, che te ne pare come programma?>
Chiese DeadMaster.
<Lo trovo molto interessante, tranne per un piccolo particolare, non mi farò mai tagliare dalla tua stupida falce!>
<Peggio per te....5....4....3....2....>
Miku ebbe il forte impulso di alzarsi e urlare "Hey sono qui!", ma si trattenne sperando che la sua amica se la cavasse.
<...1....bhe, direi che la tua ora è giunta>
Disse DeadMaster stringendo il manico della falce nelle sue spettrali mani bianche.

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DeadMaster diede un colpo di falce che avrebbe tagliato i piedi a chiunque, tranne a Black Rock Shooter che ormai conosceva così bene la sua avversaria da prevenirne le mosse.
La ragazza saltò una frazione di secondo prima che la lama della falce tagliasse via le sue caviglie.
<Stai perdendo colpi Dead>
<Chiudi la bocca!>
E questa volta DeadMaster mirò alla pancia della ragazza che saltò sul mobile dove Miku teneva i libri e i dischi per non farsi tagliare a metà.

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<Sai Dead, stai migliorando, mi hai quasi presa!>
<Sai, un pò mi dispiacerà quando ti ucciderò...>
Disse pensierosa DeadMaster.
<Già, chi avrai da tormentare e tentare di ammazzare?>
<Esatto!>
Ed entrambe le ragazze scoppiarono a ridere.
Miku non capiva come faceva Black Rock Shooter a scherzare in quel modo con la morte.
Certo, le sembrava una cosa ammirevole, ma comunque...stupida e incosciente, anche se DeadMaster si era unita a lei nella risata.
"Penso di poter imparare molto da quella ragazza"
Pensò Miku comunque spaventata per la situazione in cui era finita.

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E dopo che le due ragazze smisero di ridere, DeadMasterò cercò di tagliare la gola a Black Rock Shooter che poco prima dell'impatto falce-collo si era abbassata con la schiena all'indietro.
<Bhe, se vedi la ragazza dimmelo!>
<Puoi contarci>
Fece Black Rock Shooter con un velo piuttosto fine di sarcasmo.
<Ah proposito, che fine ha fatto quella ragazza di nome Black che avevi "assunto" per fare il lavoro sporco al posto tuo?>
<Ormai dovresti sapere che chi non rispetta i miei ordini è destinato a morire>
Miku rabbrividì lievemente.

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All'improvviso DeadMaster unì le mani producendo una sfera nera che buttò sul pavimento.
Subito Miku pemsò che volesse far crollare la casa, ma poi dal punto in cui aveva buttato la sfera uscì un vortice che sollevò i capeli di tutte e tre (per fortuna DeadMaster non stava guardando dalla sua parte, sennò avrebbe visto la massa azzurra di capelli volanti di Miku).
<Bhe, è stato un piacere tentare di ammazzarti, spero di riuscirci, anzi, ci riuscirò, te e Miku>
E DeadMaster entrò nel vortice dove fece qualche giro per poi dissolversi nell'aria.

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MikuMiku97

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MessaggioTitolo: CAPITOLO 3) Incidenti di percorso   Sab Feb 05, 2011 8:20 pm



<Bene, DeadMaster se n'è andata!>
Esclamò Black Rock Shooter.
Miku uscì dal suo nascondiglio.
<Credi che tornerà?>
<Direi proprio di si, dovrò insegnarti a combattere!>
<Combattere?!>
Ripeté Miku spaventata alla sola idea di schivare un colpo di falce come quelli di DeadMaster.
<Ma ora devo andare>
<Non te ne puoi andare! E se quella lì dovesse tornare?!>
<In quel caso fammi un fischio!>
Miku restò immobile, quindi avrebbe dovuto arrangiarsi ora che sapeva che una pazza scatenata armata di falce le dava la caccia per uno stupido motivo? Nulla di più semplice!

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Quasi una settimana dopo quella sequenza di avvenimenti, Miku si ritrovò spedita in un campeggio estivo dove giravi per casa in costume e uscivi o a prendere il sole, o a nuotare o a fare shopping; una vera pacchia se si pensa anche al fatto che ora Miku era lontana da DeadMaster, lei e tutti i suoi amici!
Quel giorno, Miku era in cucina che tentava di studiare lontana dal fracesso del litigio fra Rin e Neru, quando si ritrovò addormentata sul tavolo. Sognava che DeadMaster uccideva con un colpo di falce Black Rock Shooter.
Ma una voce la riportò alla realtà.
<Miku, tutto bene?>
<Eh...cosa....?>
Esclamò la ragazza.
<Stavi gridando nel sonno!>
<Oh no!>
Fece Miku sbadigliando.

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La ragazza si alzò dal bancone e si voltò mentre raggiungeva la porta.
<Scusa Leon, vado a fare il bagno, dopo ti spiego!>
<Ok...a proposito, c'è Rin che ti cerca, deve dirti qualcosa>
<Grazie, vado da lei>
E Miku se ne andò lasciando il povero Leon solo e preoccupato.

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Poco dopo Rin stava in piedi in bagno che parlava con Miku.
<Sai, proprio non riesco a capire perchè vuoi fare il bagno in costume, non siamo mica al Grande Fratello che ci sono telecamere dappertutto!>
<Bhe, sai com'è, se per caso entra un ragazzo in bagno....>
<Capito>
Fece Rin sospirando per le paranoie dell'amica.
<E come va tra te e Len?>
<Cosa?! Guarda che non stiamo mica insieme!! Lui è solo mio fratello!>
<Dicono tutte così!>
Esclamò Miku sghignazzando al rossore dell'amica.
<Bhe...ecco...io....vado, buon bagno!>
E Rin corse fuori dal bagno rossa in viso.
<Io innamorata di Len, figuriamoci!>
La sentì borbottare Miku mentre se ne andava.

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La ragazza si infilò nella vasca da bagno, e assunse quasi subito la stessa aria di sonnolenza che aveva avuto poco fà.
<Potrei anche schiacciare un pisolino!>
Esclamò Miku appoggiando la testa sul muro a cui era attaccata la vasca da bagno.

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Miku chiuse gli occhi e incominciò a cantare.
Intanto nella stanza di fianco, Kaito stava cercando di far partire la lavatrice.
<Come diavolo si accende questo aggeggio?>
Esclamò il ragazzo perdendo la pazienza dopo il trecentesimo tentativo sbagliato.
Ma d'un tratto, Kaito sentì una voce armoniosa proveniente dal bagno di fianco.
<Ma cosa...?>
Kaito si voltò e (grazie alla porta di vetro) vide una ragazza con la testa che usciva dalla vasca da bagno.
<MIKU?!>
Fece il ragazzo diventando improvvisamente rosso.

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Da un parte Kaito avrebbe voluto strapparsi gli occhi e metterseli in tasca, ma dall'altra avrebbe voluto che Miku uscisse dall'acqua.
"Che diavolo stai facendo??!!! Ti metti a guardare una tua amica che fa il bagno invece di pensare a Meiko??!! Ti ricordo che è lei la tua fidanzata!!"
Pensò Kaito, ma proprio non riusciva a muoversi, era come paralizzato.
Gli sembrava di essere quel tizio che poi era stato fatto fuori per aver guardato una dea mentre faceva il bagno.
Anche a lui sarebbe toccata la stessa sorte di quel tale.

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Ma proprio mentre Kaito formulava quei pensieri, Miku si alzò dalla vasca.
Il ragazzo trattenne il fiato, e rimase sia deluso che sorpreso (sospiro di sollievo) nel constatare che Miku aveva fatto il bagno in costume.
La ragazza si voltò per prendere l'asciugamano e si ritrovò davanti alla porta Kaito in un misto di sorpresa e imbarazzo.
Per qualche secondo i due si scrutarono fino a che Miku non ruppe il silenzio:
<AAAAAAAAAAH!!!!!! MA CHE DIAVOLO STAI FACENDO BRUTTO PERVERTITO!!! TI AMMAZZO!!!>
Strillò la ragazza dimenticandosi di avere il costume e coprendosi subito con le mani.

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<AAAAAH!!! SCUSA MIKU!!! NON HO FATTO APPOSTA!!>
Gridò il ragazzo tentando di coprirsi gli occhi con le mani ma rinunciando dopo aver picchiato il piede contro uno spigolo (immaginate il dolore più la consapevolezza di venir uccisi!).
<Che ci fai ancora qui???!!!!>
Strillò la ragazza prendendo la spazzola di legno per lavarsi la schiena e brandendola come una spada.
<Vado viaaa!!!>
Gridò Kaito correndo fuori dal bagno rosso di vergogna e con un piede mezzo fratturato.

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MikuMiku97

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MessaggioTitolo: CAPITOLO 4) Il piano di Neru   Mar Feb 08, 2011 10:59 pm



Il giorno dopo a colazione, Rin guardava incredula Miku. Stavano in fila per caricare la colazione sui vassoi che avrebbero portato al tavolo e poi mangiato (non sto qui a spiegarvi come funziona l'apparato digerente!).
<Davvero lui è...è...è entrato??>
<Si!>
Fece Miku esasperata.
<E vi siete...>
Fece Rin mimando un bacio.
<Ma che dici? Siamo entrambi fidanzati! E poi lui non l'ha fatto apposta>
Disse Miku facendo spallucce.
<Pazzesco>
Concluse Rin.
<Per una volta le tue idee strambe sono tornate utili! Pensa se non avevi il...>
<Possiamo evitare questi commenti per favore?>
<Oh certo!>
Fece Rin ridendo.

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Intanto che la fila scorreva, la ragazza bionda decise di rompere il silenzio:
<Secondo me ti è piaciuto>
<EEEEEEEEEEH????>
<Intendo il fatto che Kaito ti consideri una bella ragazza!>
<Ti ripeto che non mi piace Kaito, non mi è mai piaciuto e non mi piacerà!>
Rin non sembrava convinta (forse perchè neanche Miku lo era).
<A me non sembri sincera>
<Rin è il tuo turno!>
Disse Miku indicando il vassoio all'amica al settimo cielo data la fine della conversazione.

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Ma sapete com'è, c'è sempre un terzo incomodo, e in questo caso si chiama...Neru.
Che aveva sentito tutto della conversazione e pensava di combinarne una delle sue.
<Mhm...potrei mettere in cattiva luce Miku raccontando tutto a Leon e a Meiko, così io mi fidanzo con Leon, faccio ingelosire Len, poi mollerò Leon e starò per sempre con Len! Si, mi piace!>
Fece Neru sognando il bacio tra lei e il fratello di Rin.

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Ma Teto aveva sentito tutto (per forza dato che è in fila dietro a Neru!), e siccome Miku e Rin erano sue amiche non voleva che ciò accadesse.
<Devo trovare un modo per dire tutto a Miku, ma come faccio? Io sono in stanza con Neru, e mi tene a dir poco sotto controllo!>
Bisbigliò tra se la ragazza mentre Neru gongolava per la sua malvagità.

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Per il momento Teto avrebbe tenuto d'occhio la situazione.
<Ragazze dobbiamo fare in fretta!>
Esclamò Rin all'improvviso guardando l'orologio appeso alla parete della mensa.
<Abbiamo giusto il tempo di mangiare e poi dobbiamo andare a lezione di musica!>
Continuò la ragazza.
I genitori di Miku, erano così entusiasti di mandarla in quel campeggio soprattutto per le lezioni che si tenevano (da matematica a latino, fino a musica e ginnastica).
Così la ragazza era rimasta fregata (si fà per dire).

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E così, dopo che ebbero finito di mangiare, tutti si recarono verso le rispettive aule.
Quella di musica era una stanza col pavimento di legno e le pareti di uno strano beige, un pianoforte contro il muro (nessun banco) e tre grandi porte, due per il corridoio e una per l'uscita.
I ragazzi stavano in piedi contro la porta d'uscita mentre la professoressa Kobayashi dopo essersi presentata cominciò la sua noiosissima lezione.
Rin assunse un'espressione del tipo "Eeeh?" dato che aveva perso il filo del discorso praticamente dopo a "E ora che mi sono presentata, possiamo iniziare la lezione con...".
<Miku, che ha detto?>
Disse Rin inarcando le sopracciglia.

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<Miku?Miku!>
Fece Rin guarando l'amica che teneva gli occhi chiusi in una strana espressione di calma e felicità al tempo stesso.
<Do...re...mi...è tutto fantastico...>
Fece Miku in un soffio.
<E direi anche molto strano>
Disse Rin ricordando l'effetto che ha la musica sulla sua amica.

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Ma in quel momento Neru esclamò:
<Che mucchio di sciocchezze! La musica non è un'arte, e solo un passatempo!>
<Oh no!>
Fece Rin rabbrividendo.
<Che c'è?>
<Mai insultare la musica davanti a me!>
Esclamò Miku mentre suonava il campanello della ricreazione.

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<Ma dai Miku...!>
Continuò Neru, ma non riuscì a finire la frase che Miku era scattata come un fulmine e si era gettata su Neru tenendole le mani attorno al collo.
<Miku!>
Provò a gridare Neru spaventata per quella reazione.
Rin era come pietrificata per lo spavento.
In più in classe non c'era nessuno che avrebbe aiutato Neru.
<Devi solo stare zitta tu! Non capisci niente di musica!>
<Ho...solo detto che..non è un'arte...>
Fece Neru mentre il viso le diventava viola.
<Miku!>
Gridò RIn terrorizzata.

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<La musica è arte! Anzi, ne è proprio la forma più precisa, non è solo un passatempo per i profani come te!>
Di tutto quello che aveva detto Miku Neru aveva capito solo "La musica è arte".
<O-ok...ora...lasciami andare...soffoco...!>
Fece la ragazza infilando le unghie nelle braccia di Miku.

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Ma Miku era talmente arrabbiata con Neru da non rendersi conto che la ragazza stava diventando sempre più blu.
Allora intervenne Rin che prese Miku per i fianchi tentando di strapparla da Neru.
<Tira...di più....stupida!>
Biascicò Neru.
<Sai, sono tentata di farti uccidere da Miku!>
Ribattè Rin continuando a tirare.
Poi Miku si rese conto improvvisamente di cosa stava facendo e senza accorgersi che Rin la tirava mollò la prese dal collo di Neru.

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Tutto successe in un attimo, Neru cadde a terra tossendo e Rin si ritrovò per terra contro il muro dall'altra parte della stanza con Miku addosso.
<Miku togliti!>
Fece Rin spingendo la ragazza giù dalla sua gamba che nel frattempo si era addormentata.

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Intanto Neru continuava a tossire.
<Tu sei completamente matta!>
<Scusami Neru...>
Fece Miku dispiaciutissima dell'accaduto.
<Davvero non so cosa mi sia preso...>
Intanto Rin si massaggiava la testa nel punto dove aveva picchiato contro il muro.

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E mentre Miku si scusava, Rin si massaggiava la testa e Neru si riprendeva dallo choc, Leon entrò nell'aula alla ricerca della sua fidanzata.
E osservando meravigliato le tre ragazze per terra disse:
<Mi sono perso qualcosa?>
Miku arrossì.
Rin lo guardò come dire "Ma che vuoi?".
Neru assunse un'espressione molto convincente da vittima teatrale.

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La ragazza puntò il dito contro Miku e disse:
<Cerca di tenere a freno la tua ragazza!>
<N-non capisco...>
<Ha tentato di strozzarmi!>
Sbraitò Neru col fiato che le rimaneva in gola.
<Chiedilo alla tappa...volevo dire a Rin se non mi credi!>
<Rin?>
Fece il biondino.
<Bhe ecco...si insomma...>
Rin non sapeva cosa dire, avrebbe dovuto dire la verità o mentire? Dicendo la verità avrebbe aiutato Neru (l'ultima cosa che voleva), ma lei non era una bugiarda, tuttavia mentendo avrebbe fatto passare Neru per una matta e Miku si sarebbe salvata.
<Perchè mi tiri in ballo?!>
Domandò Rin sull'orlo di una crisi di nervi.

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Leon guardò Miku, che a sua volta abbassò lo sguardo.
<Miku...ma...che cosa ti ha fatto?>
<Solo perchè ho insultato la sua stupida musica!>
Gridò Neru.
Le mani di Miku si chiusero a pugno.
Leon era assolutamente stupito.
<Non me lo aspettavo proprio che tu...che tu...che tu arrivassi a tanto per una sciocchezza!>
Detto questo il ragazzo girò i tacchi e se ne andò.
<...Leon...>
Sussurrò la ragazza con gli occhi colmi di lacrime.

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Miku si alzò e se ne andò sconsolata e maledicendo la sua impulsività dalla parte opposta a quella dov'era andato Leon.
Anche Neru se ne andò seguendo però il ragazzo come una specie di cagnolino.
<Hey, mi lasciate qui così? Dolorante?...Miku?Leon?Neru? Oh no, la botta alla testa dev'essere stata proprio forte, chiamo Neru...NERU!>
Esclamò Rin ancora seduta sul pavimento.
<Quello è un ragno?!>
Gridò Rin spostando velocemente il piede.
<NON LASCIATEMI QUI DA SOLA CON UN RAGNOOOOOOO!!!!!>
Gridò Rin cercando di mandarlo via soffiando.
Poi quando l'animaletto si avvicinò la ragazza si alzò di scatto e uscì dall'aula urlando.

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Ultima modifica di MikuMiku97 il Sab Feb 12, 2011 5:55 pm, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: CAPITOLO 5) Amico...o qualcosa di più?   Sab Feb 12, 2011 7:28 pm



Ormai erano le otto passate, e Miku era ancora seduta sul letto con gli occhi rossi gonfi di lacrime che ripensava agli avvenimenti di poche ore prima: a quando aveva quasi strozzato Neru, a quando era entrato Leon in aula, a quando aveva litigato con lui e a quando per colpa di quella che credeva essere una sua amica (sorvoliamo sul fatto che l'ha quasi uccisa) lei e Leon si erano lasciati.
Rin aveva tentanto di tutto per farla tornare a sorridere, ma ormai il suo cuore era spezzato.
<Miku...?>
Una voce giunse dal fondo della stanza.
<Posso entrare?>
<Si...>
Fece la ragazza asciugandosi una lacrima col dorso della mano.

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Kaito si sedette sul letto vicino a Miku e le mise un braccio sulle spalle.
<Rin mi ha detto quello che è successo con Leon...>
Miku non disse nulla.
<Bhe, a quanto pare nessuna delle nostre due relazioni è durata a lungo>
Sospirò il ragazzo.
<I-in che senso?>
<Meiko ed io ci siamo lasciati>
Miku cercò di mostrarsi poco entusiasta.
<Perchè?>
<Bhe, non è facile avere una che ti controlla ovunque vai, con chi vai eccetera!>
Miku ringraziò la gelosia di Meiko.

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La ragazza abbracciò Kaito dicendosi "O adesso o mai più".
E anche Kaito abbracciò Miku, seppur con un pò d'imbarazzo.

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<Vedi Miku, non ho lasciato Meiko solo perchè era troppo gelosa, l'ho lasciata anche per un altro motivo...>
<Quale?>
<Mi sono innamorato di un'altra ragazza...>
L'entusiasmo di Miku svanì in un soffio.
<Chi è? Haku? Defoko? Teto? Neru?>
<No...sei tu...>
Kaito si avvicinò a Miku, e lei lo baciò.
Avete presente qui baci che passano alla storia? Ecco, quello tra Kaito e Miku è proprio uno di quelli, non solo perchè è atteso da secoli, ma anche perchè è uno di quei baci che riesce a smuoverti i sentimenti.

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Ma c'è sempre qualcosa che non va, anche nelle cose migliori.
La causa di questa piccola interferenza è...
<Kaito...>
Fece Miku spalancando gli occhi e cercando di divincolarsi dal bacio.
<Kaito!>
Il ragazzo si stava spingendo un pò troppo oltre il limite consentito.
<Smettila!>
Fece Miku, ma Kaito pareva sordo.

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A quel punto Miku perse la pazienza e mollò a Kaito un bel pugno facendolo cadere a terra come un birillo.
<Le mani te le tieni in tasca, è chiaro?! Solo perchè sono una ragazza fragile e indifesa non vuol dire che devi approfittarti così di me!>
<F-fragile è indifesa?>
Fece Kaito dal pavimento mentre un bernoccolo grande come una casa cresceva sulla testa del ragazzo.
<O-ok....scusa...>
Miku assunse un'aria offesa.
<Kaito, sei uni'idiota!>

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Ma Miku si abbassò, prese Kaito, lo mise in ginocchio e disse:
<Certo, sei un'idiota, ma sai una cosa? Sei il MIO idiota!>
E lo baciò nuovamente.
<Allora mi perdoni?>
<Zitto e non rovinare questo momento!>
<Scusa>
E i due lasciarono che l'amore li portasse in un'altra dimensione, lontani da Leon, da Meiko, da Neru....lontani dal mondo.

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Qualche settimana dopo Miku si ritrovava nella sua casa. Il campeggio estivo era finito troppo presto per i suoi gusti, e ora la scuola cominciava a bussare alle porte di ogni casa assieme all'arrivo dell'autunno.
Quella mattina, la ragazza stava andando in bagno; quel giorno sarebbe andata al centro commerciale con Rin e Neru (le due avevano fatto pace anche se Miku non sapeva nulla del suo piano) per comprare le ultime cose per la scuola.
Miku attraversò la porta che collegava il bagno con il corridoio sbadigliando, ma all'improvviso qualcosa successe.

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Il bagno assieme al resto della casa era scomparso. E ora la ragazza si ritrovava in pigiama a vagare nel buio.
Miku non si era acorta di nulla fino a quando non aprì gli occhi dopo lo sbadiglio e rimase con la bocca spalancata e la mano aperta davanti.
Le ci volle qualche secondo per rendersi conto di cosa stava sucedendo.
<D-dove sono? E che cosa mi stà succedendo?!>
Fece la ragazza mentre il suo corpo di illuminava di una luce azzurrina.

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E in un attimo Miku si ritrovava con un vestito piuttosto corto bianco con una cintura azzurra, una collana con un ciondolo a forma di cuore, una corona sul capo, due bracciali d'oro ai polsi, un paio di stivali bianchi e...
<Una spada?!>
Fece la ragazza sollevando una bella spada col manico d'oro e due zaffiri ai lati di esso.
<Ma che diavolo stà succedendo?>
Disse Miku osservando il suo riflesso nella spada.

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MessaggioTitolo: Capitolo 6) Cuori infranti   Ven Feb 25, 2011 8:22 pm



<Ma che diavolo sta succedendo?>
Fece Miku con voce isterica.
<Permettimi di spiegartelo...>
Rispose una voce dal profondo delle tenebre, una voce fin troppo familiare.
<DeadMaster!>
Esclamò la ragazza alla vista del demone.
<Non uccidermi solo perchè alle medie ero amica di Black Rock Shooter!>
<Non è solo questo il motivo del perchè voglio la tua morte!>
Esclamò il demone inclinando il capo con un sorrisetto.

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<E allora perchè mi vuoi morta?!>
<Perchè tu sei la principessa di Takemitzu!>
Miku sgranò gli occhi.
<Eeeh? Ci dev'essere un errore>
<No, tu non te lo ricordi perchè sei andata subito a vivere in Giappone, ma io so cosa sei davvero>
DeadMaster fece qualche passo.
<Tu e i tuoi genitori siete scappati perchè le profezie parlavano di un demone dallo sguardo vitreo, e che un tempo era stato amico della principessa, ma che poi l'avrebbe tradita. Io>
Miku continuava a non capire una cosa: lei e DeadMaster (o la ragazza che era prima) non erano mai state amiche.

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<Ebbene, il mio destino sta per compiersi, assieme al tuo!>
E DeadMaster alzò la falce pronta a staccare la testa di Miku, che in quel momento avrebbe potuto benissimo gettare la spada a terra che tanto non l'avrebbe usata. Ma la ragazza si limitò a rannicchiarsi su se stessa e a urlare.

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Ma in quel momento accadde qualcosa.
Miku cadde per terra, e non sentendo la falce di DeadMaster penetrare nella sua carne, la ragazza aprì gli occhi.
E quello che vide fu il demone con uno sguardo annoiato, la falce stretta in mano puntata verso il pavimento e la sua solita postura elegante.
<Ancora qui?>
Disse soltanto.

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In quel momento, Miku vide una figura che si mimetizzava con il buio intorno a loro, muoversi con uno scatto verso DeadMaster.
La sagoma era davanti alla ragazza, che riuscì a intravedere solo una stella bianca che si fiondava alla velocità della luce su DeadMaster, per poi saltare.
<Black Rock Shooter?>
Sussurrò la ragazza.
<Per questa volta ti risparmio la vita Miku, ma non ci sarà sempre Black Rock Shooter a proteggerti!>
Detto questo, DeadMaster indietreggiò per evitare un calcio in in pieno volto, dopodichè scomparve, e con lei scomparve anche il buio del luogo in cui ci trovavamo, diventando bianco.

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<Ma...ma che diavolo sta succedendo?!>
Esclamò Miku in pre da una crisi di nervi.
<Prima quella...quella...cosa mi dice che sono una principessa, poi tenta di uccidermi, e per finire tu arrivi e risolvi tutto!>
<Mi dispiace Miku, saprai tutto a tempo debito, cioè non ora, non adesso, non oggi...>
<Ma io....>
Miku non finì la frase che la stanza bianca scomparve e si ritrovò in pigiama e in casa sua, con la porta del bagno spalancata.

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Una settimana dopo, Miku e Rin si trovavano in gelateria.
Ed entrambe stavano ridendo come matte per una battuta di Rin.
<Ahaha! Ma sai che non dovrei ridere di queste cose Rin?>
Esclamò Miku asciugandosi una lacrima per le troppe risate.
<E perchè scusa? Ahaha! È troppo divertente!>
<Perchè Neru è mia amica!>
Miku rimase seria qualche secondo, ma subito dopo si lasciò andare e le due amiche continuarono a ridere fino a che....

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<O mio dio!>
Esclamò Rin spalancando la bocca e guardando qualcosa alle spalle di Miku.
<Bhe? Perchè fai quella faccia? Cosa stai guardando?>
<....Lei....>
Fece Rin in un soffio.

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Miku si girò e vide....
<Neru?!>
<In carne e stile!>
Fece Neru appoggiata alla colonna di legno della gelateria.
Ma non era la solita Neru.
Si era tagliata i capelli e aveva spostato la frangia più sull'occhio, i suoi vestiti erano stranamente provocanti, e aveva un pearcing di fianco alla bocca.
<Bhè? Il gatto vi ha mangiato la lingua?>
<...Neru...ma come ti sei...vestita?>
<Sai Miku, i ragazzi diventano sempre più esigenti, soprattutto se si sta assieme al ragazzo più carino è "In" della scuola!>
Disse Neru con un sorrisetto che diede molto fastidio alle due amiche, soprattutto a Rin.

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<Si e chi è? Gio il Puzzone?>
Fece Rin ridendo.
<Ridi pure nanetta, ma sappi che i ragazzi alla moda vengono per l'appunto dalle ragazze alla moda! Non dalle gnomette stupide come te!>
Rin arrossì di rabbia e puntò il dito contro Neru.
<Ma dai! Tu? Una ragazza alla moda? Il cane del mio vicino che si rotola nei rifiuti è più alla moda di te!>
Miku si lasciò scappare un sorrisetto.

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Neru fissò Rin con aria omicida.
<Almeno io non sono piatta come un'asse da stiro a differenza di qualcun'altro, vero Rin?>
La ragazza restò a bocca aperta. E Miku afferrò la manica del kimono di Rin per paura che l'amica saltasse addosso a Neru e le staccasse la testa.
<Ma come ti...io ti uccido!>
Esclamò Rin mentre il fumo cominciava a uscirle dalle orecchie.

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Ma Rin colse un'occhiataccia da parte del gelataio dietro il bancone, e decise che era meglio comportarsi bene, così si limitò a incrociare le braccia e a guardare da un'altra parte.
<Miku, proprio non capisco perchè te ne vai in giro con questa perdente invece di venire con me!>
Disse Neru muovendo i capelli color oro.
<Vieni a casa mia Miku, ho bisogno di chiaccherare con qualcuno del mio calibro, e poi ti posso rifare un pò il look, sai, per Kaito>
<Io...>
Fece Miku guardando Rin.

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Neru tese la mano verso Miku.
<Dai vieni, ci divertiremo!>
Rin disincrociò le braccia e con lo sguardo tornò su Miku e su quella strega (secondo lei) di Neru.

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Miku esitò.
Rin sgranò gli occhi.
Neru sorrise perfida.
E alla fine la ragazza col kimono rosso strinse la mano della rivale della sua amica.
<Bene, andiamo!>
Esclamò Neru trascinando Miku fuori dalla gelateria che guardava Rin in segno di scuse.

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E così una ragazza si ritrovò sola in una gelateria vuota, abbandonata da quella che credeva essere la sua migliore amica, portatagli via da una serpe velenosa.
<...Miku....>
Sussurrò Rin come se servisse a richiamare l'amica a sé.

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Il giorno dopo, Rin, Len, Kaito e Haku si trovavano in gelateria, e stavano chiaccherando animatamente (tranne Haku che era già sbronza e dormiva).
<Secondo voi è colpa mia?>
Chiese Rin che aveva spiegato agli altri quello che era successo ieri.
<Scommetto che prima di domani tu e Miku tornerete inseparabili come sempre!>
Fece Kaito mentre finiva la quattordicesima coppa di gelato.
<Si, anche se non ricordo di avervi mai viste separate>
Esclamò Len pensieroso.

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Ma all'improvviso la porta della gelateria si aprì, e cigolando fece entrare Neru che corse al tavolo di Rin e dei suoi amici.
<Ciao ragazzi, ciao Len..., ho una sorpresa per voi!>
<Cioè?>
Chiese Kaito curioso.
<Signore, signori...e Rin....>
Cominciò Neru.
<Sgrunt!>
Sbuffò Rin.
<...Ho il piacere di presentarvi la nuova Miku! Migliorata dalla qui presente e iperfantastica Neru Akita!>
E la porta si aprì una seconda volta.

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Appena videro Miku entrare nella Gelateria, i quattro (tranne Haku) assunsero un'espressione di sorpresa.

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<Miku sei...sei...>
Balbettò Rin.
<Bellissima!>
Concluse Kaito arrossendo lievemente.
<Grazie>
Fece Miku sorridendo. Neru le aveva scalato i capelli e aggiunto una meches rosa, i vestiti erano molto rock e Neru le aveva anche truccato gli occhi.
<Bel lavoro Neru!>
Esclamò Len beccandosi una gomitata in pieno stomaco dalla sorella.
<Grazie caro!>
Disse Neru cinguettando.
<Che ne dite di un gelato?>
Domandò Miku.
<Offro io!>
<Ok!>
E Miku e Rin tornarono amiche dopo aver ascoltato le scuse della ragazza.

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Ultima modifica di MikuMiku97 il Lun Apr 25, 2011 2:17 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Un'ultimo sguardo prima di morire   Ven Apr 22, 2011 11:25 am



Quella sera, Kaito era andato a casa di Miku per studiare matematica per l'interrogazione dell'indomani.
Se n'era appena andato salutando la ragazza con un bacio, quando Miku, esausta si era cambiata e si era sdraiata sul divano a guardare la televisione.
Quando le palpebre cominciarono a farsi pesanti, e la ragazza spense la TV per entrare nel mondo dei sogni.
Miku si era appena addormentata quando la porta di casa sua si aprì per far entrare ancora Kaito che aveva dimenticato il quaderno.

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Il ragazzo prese il quaderno, stava per uscire quando vide Miku addormentata sul divano in mutande e canottiera.
Kaito si appoggiò al bordo del divano e rimase a guardare la ragazza, dai piedi appoggiati l'uno sull'altro ai soffici capelli che le sfioravano il viso, e in quel momento si rese conto di quanto era fortunato ad avere una ragazza così bella che lo amava, e che lui amava lei.

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Kaito prese delicatamente Miku e la mise sul letto.
La ragazza si mosse appena, e Kaito stava per andarsene quando la vide come se la vedesse per la prima volta in vita sua, la vide piccola e indifesa.
Il ragazzo appoggiò nuovamente il quaderno sul tavolo e si coricò anche lui di fianco a Miku, cingendole la vita con le braccia come per non farla scappare, e col profumo dei suoi capelli sul viso si addormentò anche lui.

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Il giorno dopo, Miku si svegliò sbadigliando, si stiracchiò e si alzò dirigendosi in bagno.

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Non si era accorta minimamente che Kaito aveva dormito abbracciato a lei, e che ora giaceva spaparanzato sul letto.

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La ragazza si spogliò e si immerse nella vasca da bagno sospirando.
L'altra sera era stata piuttosto divertente, si, ma priva di romanticismo.

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Dopo essersi lavata per bene, Miku uscì dalla vasca continuando a pensare:
"E se lui mi volesse lasciare? E se lui pensa che io non sono abbastanza romantica? E se mi lascia io cosa faccio?"
La ragazza fu scossa da un brivido al pensiero di perdere il suo unico vero amore.

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La ragazza si portò le mani sul cuore.
<Io lo so...che tu non mi abbandonerai mai...>
Sussurrò come se lui la stesse ascoltando.
Prese il primo asciugamano che trovò (uno bianco di lino), lo avvolse attorno al suo magro corpo e spalancò la porta del bagno per andare a vestirsi.

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Ma appena la porta si aprì del tutto Miku vide Kaito disteso sul suo letto intento a dormire.
<K....kaito...?!>
Esclamò la ragazza.
<Zzzz...eh...?? MIKU?!>
Kaito sgranò gli occhi.
<Scusa mi dispiace! Ero tornato da te perchè avevo dimenticato il quaderno e così...mi sono addormentato...perdonamiii non picchiarmi ti pregooo!!!>
Ma il ragazzo si era accorto solo in quel momento che l'asciugamano che aveva addosso Miku non la copriva proprio tutta, e lasciava scoperte le sue gambe.

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<Ehm...a proposito...bell'accappatoio!>
Esclamò Kaito spalancando la bocca e arrossendo.
<Kaito...sei il solito pervertito!>
<Scusa!Non lo faccio più!>
Disse il ragazzo coprendosi la faccia con le mani aspettandosi un pugno.
Ma invece del pugno ebbe un'altra sorpresa.

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Miku si avvicinò a lui sorridendo, e si inginocchiò sul letto davanti a lui.
<Miku...?>
Fece Kaito spaventato.
<Ti senti bene?>
<Ho scoperto di essere molto poco romantica, quindi voglio rimediare!>
<Buona idea!>
Esclamò Kaito sorridendo incredulo.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



Kaito fece per alzarsi dal letto per baciare la sua fidanzata quando lei gli mise la mano sulla spalla e lo ributtò giù.
<Miku...>
<Dimmi>
Fece la ragazza con un sibilo molto provocante.
<Sei sicura di quello che stai per fare?>
La ragazza annuì.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



E in quel momento i due si baciarono.
Ma non era uno dei loro soliti baci, no, quel bacio gli fece dimenticare tutte le loro emozioni, la paura, la rabbia, la gioia, la tristezza.
Non provavano altro che amore e tenerezza, l'uno verso l'altra.
Ma come ogni cosa bella, anche quel bacio finì abbastanza infretta per un motivo.
Prima di dirvelo, devo aggiornarvi sul fatto che la scuola ha deciso di organizzare un mese dove gli studenti vanno a vivere in un albergo di lusso, e che da lì sarebbero andati a visitare tutti i musei della città e a fare lezione all'aperto. Ora che avete quest'informazione posso continuare a raccontarvi la storia.
Una voce interruppe quel magico momento.
<Vedo che vi state divertendo>
<Leon?! Ma tu...che ci fai qui?>
<Stavo cercando Kaito, e siccome non l'ho trovato nella sua stanza ho pensato che fosse qua da te...purtroppo avevo ragione...>
Gli occhi verdi di Leon si fermarono sul corto asciugamano di Miku e sul modo in cui i due erano abbracciati.

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Leon se ne andò sbattendo la porta, e Miku scoppiò a piangere.
<Sono una persona orribile!>
Singhiozzò.
<Ho fatto soffrire Leon!>
<Guarda che tu non c'entri niente, è quell'idiota che non deve venire a rompere>
<Hai ragione Kaito, però mi dispiace! Mi sento in colpa!>
Gli occhi della ragazza brillarono sotto la coltre di lacrime.

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Kaito rimase qualche secondo ad osservare le lacrime che sgorgavano dagli occhi della fidanzata, e dopo di chè l'abbracciò.
<Dai Miku, vedrai che tra neanche una settimana Leon si sarà già trovato un'altra ragazza e tornerete amici come prima!>
<Dici?>
Singhiozzò Miku.
<Certo! E se lo dico io deve essere vero! Ora però...è meglio se vai a vestirti>
Kaito non riusciva a credere a ciò che aveva appena detto, e per qualche secondo anche Miku lo guardò male.
<So cosa stai pensando, e si, mi dispiace che non sia successo niente, però ora non mi sembra il momento, e almeno così non ti becchi una polmonite!>
La ragazza si lasciò scappare un sorrisetto.
<Non cambierai mai!>
E in quel momento la porta si spalancò nuovamente.

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E così entrò rin ancora in pigiama saltellando allegramente.
<Buon giorno...Miku???!!!!!>
E l'allegria di Rin svanì appena vide l'amica in asciugamano seduta sul letto in lacrime tra le braccia di Kaito.

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<Cos...KAITO!!!CHE COSA LE HAI FATTO??!!>
<Io??!! Niente!>
<Non è vero!>
<Rin...Kaito ha ragione...>
Singhiozzò Miku. E Kaito raccontò a Rin (sorvolando su alcuni dettagli) di Leon.
Rin rimase in silenzio fino alla fine delle spiegazioni.
<Bhe, mi sembra stupido che tu pianga, insomma, è colpa sua, so che tu vorresti tornare sua amica eccetera, però...ecco...è una cosa delicata>
Kaito aggiunse:
<E poi scusa, perchè essere amica di quello scemo quando puoi avere...ME!>
Rin diede un pugno in testa al ragazzo con l'aria di una che se avesse potuto l'avrebbe ucciso subito.

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Miku girò il volto dall'altra parte.
<Mi dispiace...>
<Per cosa?>
Domandò Rin.
<Per...tutto!>
Kaito e Rin si guardarono con aria interrogativa.
<Se volete scusarmi...potete uscire per favore che mi devo cambiare?>
<Certo...allora dopo ci vediamo in spiaggia?>
<Sicuro>
<Io rimando ancora un pò con...AHI!>
Esclamò Kaito lacrimando visto che Rin lo stava trascinando fuori dalla stanza per un orecchio.
<Tu vieni fuori con me!>
E quell'immagine fece scappare un sorriso a Miku.

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MikuMiku97

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MessaggioTitolo: Re: Un'ultimo sguardo prima di morire   Lun Apr 25, 2011 2:29 pm



Quel pomeriggio, Miku e Rin si trovavano alla spiaggia già in costume, stavano aspettando l'arrivo di Len e Kaito quando Rin disse:
<Non ti sembra di...ecco...aver un pò esagerato oggi per Leon?>
<Mi sa di si, però ero ecco...non so come spiegare, penso di aver pianto più per quello che stavo per fare, ho avuto paura sinceramente>
Rin osservò Miku per qualche secondo prima di dire:
<Secondo me dovreste aspettare>
<Si, anche per me>
E le due amiche si guardarono sorridendo.

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Rimasero zitte alcuni secondi con lo sguardo perso verso il mare prima che Rin rompesse il silenzio:
<Ma dove diavolo sono andati a cacciarsi Len e Kaito?>
<Non lo so, se non arrivano entro 5 minuti gli telefono>
<I soliti ritardatar...IIIIIIII!!!!>
Urlò Rin, e Miku si girò a guardarla spaventata.

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Len era arrivato, e aveva afferrato Rin per la vita e l'aveva sollevata di peso.
<LASCIAMI ANDAREEEE!!>
<Eh no! Ti vedo un pò accaldata, forse sarà meglio che tu faccia un bel bagno!>
<Giuro che se lo fai non arrivi vivo a domani!>
Ma per quanto la ragazza avesse potuto dimenarsi, Len la teneva stretta a sè, e ora si stava dirigendo verso il mare.

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E tra le risate di Miku, Len buttò la sorella nella acque cristalline davanti a loro.
Rin riemerse sputacchiando e con un pugno colpì l'acqua.
<Se ti prendo!>
<Ahaha! Scusami sorellina ma non ho resistito! Ahaha!>
Len stava piegato in due dalle risate mentre Miku si guardava attorno con una leggera preoccupazione.

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<Ridi pure Len, ma scommetto che non hai il coraggio di affrontarmi ad una...gara di schizzi!>
<Ma certo Rin, arrivo!>
E anche il ragazzo si tuffò.
Miku rise mentre Rin cominciava a schizzare l'acqua addosso a Len che non aveva avuto neanche il tempo di dire "eccomi" che già nuotava il più lontano possibile da lei.

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All'improvviso, un paio di mani calde si appoggiarono sulle spalle di Miku facendola voltare.
<Kaito!>
Esclamò la ragazza felice.
<Era ora! Dai andiamo a nuotare!>
<No...aspetta Miku...>
<Cosa c'è?>
Chiese la ragazza, e notando lo sguardo triste di Kaito aggiunse:
<È successo qualcosa?>
<No...cioè...ti devo parlare>
<Bhe...dimmi>
<Ecco...ieri ho capito due cose, uno: ti amo più di quanto io abbia mai amato nessun'altra, e due, penso...anzi, so di non essere ricambiato>
Miku rimase attonita.
<Ma cosa diavolo stai dicendo?>
<Ieri, quando ti sei messa a piangere, ho capito che era perchè volevi Leon invece di me>
<Ma cosa diavolo stai dicendo?>
Ripetè Miku.

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<Intendo che forse è meglio se ci lasciamo>
Miku rimase paralizzata.
<No! Io non voglio! Io ti amo...non è vero...io piangevo per un'altra cosa!>
<Mi dispiace Miku, ma so che tu sei innamorata di Leon, e anche lui lo è di te...>
<Smettila di dire idiozie!>
Ormai dagli occhi della ragazza sgorgavano lacrime.
<Forse questa è solo una tua scusa perchè sei tu che non mi ami più! Quindi va bene, addio!>

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Intanto, in acqua, i gemelli avevano smesso di giocare per seguire la discussione.
<Ma che succede?>
Chiese Rin.
<Bho, sai che voi donne siete strane!>
<Non ti affogo perchè sei mio fratello!>
<Ma è ver...>
Len non finì la frase perchè un romore li aveva fatti voltare tutti e due. Vider Miku che correva via coprendosi il viso e Kaito rimanere immobile con i pugni chiusi e un segno di una mano rosso sulla faccia.
<Visto? Siete strane e violente!>
Esclamò Len mentre la sorella usciva dall'acqua per rincorrere Miku.

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Dopo un'ora circa, Miku se ne stava in camera sua da sola con gli occhi colmi di lacrime.
<Non posso credere che Kaito sia così stupido!>
Continuava a ripetersi mentre lanciava un cuscino contro una sua foto, facendola cadere per terra e fracassandogli il vetro.

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E subito dopo arrivarono Len e Rin, che cercarono di far stare meglio l'amica.
<Miku...ma che è successo?>
Domandò Rin.
<Io e Kaito ci siamo lasciati>
<Perchè?>
<Perchè lui crede che mi piaccia ancora Leon!>
I gemelli si scambiarono un'occhiata.
<E a te piace?>
Chiese Len.
<Ma certo che no! Sennò perchè stavo con Kaito?>
<E io che ne so? Voi ragazze siete un mistero!>
<La fine che ha fatto il tuo cervello è un mistero!>
Sbottò Rin.
<Meno male che oggi non ci sono le prove per una canzone!>
Esclamò Miku.

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Subito dopo arrivò Meiko che disse tutta allegra:
<Miku! Tu e Kaito avete il vostro duetto romantico da incidere!>

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MessaggioTitolo: Capitolo 7) Avvertimenti   Dom Mag 22, 2011 1:46 pm



Rin esclamò:
<Meiko!>
Len sussurrò:
<Donne!>
E Miku sbattè la testa contro le sue ginocchia.

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Meiko si portò un dito sulla bocca con aria innocente.
<Cos'ho detto di male?>
<Niente>
Fece Rin con aria esasperata.
<Andiamo Miku>
E i gemelli dovettero trascinare l'amica fuori dalla stanza come un bambino che non vuole andarsene dal parco giochi.

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Appena arrivarono nella sala di registrazione, i gemelli spinsero dentro Miku e chiusero la porta a chiave.
<Ma che fate?!>
Esclamò la ragazza rischiando di volare per terra.
<Aspettaci qui!>
<E dove potrei andare? Mi avete chiusa dentro!>
Fece Miku inviperita.

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Poco dopo la porta si riaprì, ma prima che Miku poté uscire Kaito le volò addosso.
<Ahi!>
Esclamarono tutti e due mentre Rin e Len richiudevano la porta a chiave.
<Non uscirete da qui finchè non vi sarete riappacificati!>
Esclamò Len.

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I due si guardarono in cagnesco.
<...Allora...sei ancora convinto che mi piaccia Leon?>
Kaito annuì concentrando lo sguardo sul tavolo.

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A quel punto Miku perse la pazienza, afferrò il ragazzo per la maglia e lo sbatté sul tavolo dove fece volare per aria tutti gli spartiti.
<Adesso mi ascolti hai capito brutto scemo che non sei altro!>
Kaito annuì spaventato.
<Pensi che non ti avrei ucciso dopo che mi hai vista in asciugamano? Se non ti amassi davvero tu a quest'ora staresti in una bara d'acciaio pronto per essere seppellito! E invece stavo per fare una cosa per la quale ho pianto dopo perchè avevo paura di pentirmene!>
Kaito era terrorizzato, non aveva mai visto la ragazza così arrabbiata.
<Oppure adesso, potrei tranquillamente spaccarti la faccia, ma sai cosa faccio invece? Per dimostrarti quanto ti amo!>

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Il volto di Miku si avvicinò a quello di Kaito, e i due si sciolsero in un bacio.
Kaito non oppose resistenza perchè: primo, non voleva, secondo, perchè Miku lo immobilizzava e terzo, perchè finalmente si era reso conto di quanto amava e di quanto era amato.

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Pochi secondi dopo entrarono i gemelli.
<Allora ragazzi come....OMMIODDIO!>
Esclamò Rin coprendo con le mani gli occhi del fratello che esclamò:
<Non pensavo che il piano funzionasse così bene!>
Miku disse allegramente scendendo da tavolo:
<Len ha ragione, quando io e Kaito saremo ancora in crisi vi chiameremo!>
E uscì saltellando dalla stanza.
<E tu Kaito, come stai?>
Chiese Len.
<Io...al settimo cieo! Magari la prossima volta potete chiuderci in piscina, sai, con il costume...>
Miku tornò indietro e prese Kaito per l'orecchio trascinandolo via.
<Ahi! Stavo scherzando!>

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Il giorno dopo, Miku e Kaito si trovavano nella stanza della ragazza, e stavano ripassando scienze.
<Dai Kaito, le hai quasi imparate tutte le formule!>
Fece Miku spaparanzata sul divano buttando il libro per terra esausta.
<Allora...Miku...non ce la faccio più! Facciamo una pausa?>
<Ma ne abbiamo fatte dieci!>
<Bhe, con questa fanno undici!>
Esclamò il ragazzo con noncuranza mettendo via anche lui i libri.

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<Ti ricordo che hai una verifica!>
Fece Miku.
<E io ti ricordo che ho studiato cara la mia professoressa!>
Kaito si sedette sul divano vicino a Miku e le appoggiò la mano sul ginocchio. Si allungò per baciarla quando in camera entrò Teto.
<Miku...oh....ehm....scusate....interrompo qualcosa?>
Miku e Kaito si guardarono imbarazzati e il ragazzo si alzò di scatto.
<Oh...no, tranquilla, tanto me ne stavo andando>
E Kaito uscì dalla stanza facendo segno a Miku di telefonargli.
<Devo parlarti>
Fece Teto con aria preoccupata.

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<Dimmi>
<Ecco...riguarda Neru, prima non ho avuto modo di parlartene perché...ecco...mi sta spesso vicina...>
Balbettò Teto sedendosi sul divano di fianco a quello di Miku.
<Aspetta, è un avvertimento?>
Domandò Miku che ormai c'era abituata.
<Ecco...è più un consiglio...>
Miku non capiva cosa intendesse, ma non ebbe il tempo di continuare che la porta della stanza si spalancò nuovamente.

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Neru entrò in camera con passo fermo e deciso.
<Ah Teto, sei qui, andiamo a fare shopping?>
<Ecco...certo>
Rispose Teto con un sorriso forzato.

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Appena Teto uscì dalla stanza Neru si voltò verso Miku.
<Sai, ho notato che Kaito è diventato più carino...>
<Non ci provare>
Disse Miku afferrando un libro.
<Bhe, era tanto per dire!>
E Neru uscì dalla stanza con uno strano sorriso in volto.
<Ha ragione Rin, quella è tutta matta>
Sospirò Miku cominciando a leggere.

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